1 novembre 2026

«Coraggio, io ho vinto il mondo!»: le Prefetture XIV e XV si incontrano per riflettere sul coraggio.

Tutti gli avvisi

Tre giovani, tre storie diverse e un'unica domanda: che cosa significa avere coraggio nella vita di ogni giorno?

 

Venerdì 30 ottobre 2026, la Pastorale Giovanile delle Prefetture XIV e XV si è riunita per un incontro di ascolto, condivisione e preghiera presso il Punto Giovani di Piazza Sessa Aurunca 6, dedicando tale evento al tema della prossima GMG in Korea: il coraggio. Tratto dalle parole di Gesù, «Coraggio, io ho vinto il mondo!» (Gv 16,33).

 

Ad aprire l'incontro è stato Mons. Alessandro Zenobbi, Vescovo ausiliare per il Settore Est della Diocesi di Roma, che ha desiderato questo incontro e che ha rivolto il suo saluto ai presenti, dando inizio a una serata in cui il coraggio ha preso forma attraverso le esperienze e le parole di tre giovani.

 

Tre testimonianze profondamente diverse, ma unite dalla consapevolezza che il coraggio non coincide necessariamente con l'assenza di paura, né con la capacità di affrontare ogni situazione senza esitazioni. A volte significa resistere, altre volte cambiare strada, altre ancora imparare a vivere con una fragilità che non avevamo previsto.

 

Il coraggio nella guerra: la testimonianza di Ansam

La prima testimonianza è stata quella di Ansam El Qattaa, giovane giornalista originaria del nord di Gaza, sopravvissuta alla guerra.

Ansam ha raccontato la sua esperienza personale, segnata profondamente dal 13 settembre 2025, quando, mentre camminava insieme ad alcuni familiari per le strade di Gaza, è rimasta ferita a seguito dell'esplosione di un ordigno sganciato da un drone.

Attraverso il suo racconto, ha condiviso la paura vissuta in quei momenti, il dolore delle ferite e il difficile percorso di guarigione. Ma soprattutto ha raccontato il coraggio di continuare a svolgere il proprio lavoro di giornalista durante la guerra, documentando le storie delle persone e cercando di far arrivare al mondo la loro voce, anche quando uscire di casa significava mettere a rischio la propria vita.

«Non siamo solo cifre, né immagini di passaggio sui monitor. Siamo persone che sognano, soffrono e amano».

Le sue parole hanno ricordato a tutti che dietro le notizie e i numeri della guerra ci sono volti, famiglie, speranze e desideri. Oggi Ansam si trova a Roma e cerca di ricostruire la propria vita, senza dimenticare la sua terra e le persone che vi sono rimaste.

Il suo è il coraggio di chi, pur avendo conosciuto da vicino la paura e la sofferenza, continua a scegliere la vita e a guardare al futuro.

 

Il coraggio di ripensarsi: la storia di Lucia

Con Lucia, aspirante attrice, il coraggio ha assunto un significato diverso: quello di mettere in discussione le proprie scelte e trovare la forza di ricominciare.

Partendo da un brano di Novecento di Alessandro Baricco, Lucia ha invitato a riflettere sulla difficoltà di scegliere tra le infinite possibilità che la vita ci presenta. Come il protagonista del racconto, fermo sulla passerella di una nave davanti all'immensità del mondo, anche noi possiamo sentirci paralizzati dalla paura di prendere una decisione.

Lucia ha condiviso il proprio percorso nel mondo del teatro: la scelta di lasciare casa, i sacrifici economici, le difficoltà affrontate per inseguire il sogno di diventare attrice e, successivamente, la scoperta di un ambiente che non corrispondeva a ciò che aveva immaginato.

Da questa esperienza è nata una consapevolezza importante: cambiare strada non significa necessariamente aver sbagliato. A volte occorre proprio il coraggio di riconoscere che un percorso non ci rappresenta più, senza per questo rinunciare ai propri sogni.

La sua testimonianza ha ricordato che la vita non è un progetto già definito in ogni dettaglio. È piuttosto un cammino nel quale siamo chiamati continuamente a scegliere, provare, sbagliare e ricominciare, imparando a conoscerci attraverso le esperienze che viviamo.

 

Il coraggio nella fragilità: la testimonianza di Filippo

La terza testimonianza, affidata a Filippo, ha portato l'attenzione sul rapporto tra coraggio, fragilità e valore del tempo.

Attraverso la sua esperienza personale, segnata dalla consapevolezza che anche la salute può improvvisamente vacillare, Filippo ha invitato a riflettere su quanto spesso diamo per scontato il tempo.

Quando la fragilità entra nella nostra vita, cambia anche il nostro modo di guardare alle cose: ciò che sembrava urgente può perdere importanza, mentre acquistano un valore nuovo le relazioni, i piccoli gesti quotidiani e il modo in cui scegliamo di vivere il presente.

Filippo ha sottolineato soprattutto un aspetto: avere coraggio non significa superare definitivamente la paura, ma trovare la forza di andare avanti nonostante essa.

Una riflessione che ha restituito al coraggio una dimensione profondamente umana, lontana dall'idea di una forza invincibile e più vicina alla capacità di accogliere i propri limiti senza lasciare che siano questi a determinare interamente la nostra vita.

 

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?»

Le tre testimonianze hanno trovato un punto di incontro nella Parola di Dio, attraverso il brano evangelico della tempesta sedata (Mc 4,35-41).

I discepoli sono sulla barca, il vento si alza, le onde minacciano di travolgerli e Gesù sembra dormire. Spaventati, gli rivolgono una domanda che racchiude tutta la loro angoscia: «Maestro, non t'importa che moriamo?».

È una domanda che, in modi diversi, può appartenere alla vita di ciascuno, soprattutto quando ci troviamo davanti a situazioni che non possiamo controllare.

La preghiera, accompagnata dai canti meditativi di Taizé, ha offerto ai presenti uno spazio di silenzio e di incontro personale con il Signore, nel quale rileggere quanto ascoltato alla luce della fede.

«Cosa ti manca oggi per avere coraggio?» è stata la domanda affidata alla riflessione personale.

Un interrogativo con cui tornare alla propria quotidianità, portando con sé le storie di Ansam, Lucia e Filippo.

 

Perché il coraggio non è soltanto quello dei grandi gesti o delle scelte straordinarie. È anche quello di chi affronta un giorno difficile, di chi accetta di ricominciare, di chi riconosce le proprie fragilità e di chi, pur avendo paura, sceglie di non fermarsi.

E forse proprio qui si trova il senso più profondo delle parole di Gesù che hanno accompagnato l'incontro: «Coraggio, io ho vinto il mondo!». Non la promessa di una vita senza tempeste, ma la certezza di non doverle attraversare da soli.

Vita della comunità

Altri avvisi

In evidenza

Programma della Festa Patronale di San Leone

Festa Patronale di San Leone Magno: Il Programma delle Giornate e la Cena Comunitaria «Il Signore non abbandona mai il suo gregge, ma lo custodisce sempre attraverso i suoi pastori.» (San Leone Magno) Ci prepariamo con gioia a vivere insieme la Festa Patronale di San Leone Magno , un momento speciale di fede, fraternità e condivisione che si terrà nei giorni 13, 14 e 15 Novembre 2026 . Di seguito trovate il programma dettagliato di tutte le giornate e le indicazioni per partecipare alla cena comunitaria. Programma dei Festeggiamenti Venerdì 13 Novembre Ore 17:45 – Esposizione della Statua di San Leone. Ore 18:00 – Santa Messa animata dal Gruppo Anziani. Sabato 14 Novembre Ore 18:45 – Primi Vespri Solenni di San Leone. Ore 20:00 – Cena di San Leone con musica dal vivo e pirogiochi. Domenica 15 Novembre – Solennità di San Leone Ore 09:30 – Giro degli Sbandieratori di Sermoneta per le vie del quartiere. Ore 10:00 – Colazione nel quadriportico ed esibizione degli sbandieratori sul sagrato. Ore 11:00 – Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da Sua Em. Card. Angelo De Donatis. (Nota: Questa sarà l'unica Messa comunitaria della mattina) . Al termine della Celebrazione – Esibizione finale degli sbandieratori. Cena di San Leone (Sabato 14 Novembre, Ore 20:00) Vi invitiamo a partecipare numerosi alla nostra cena insieme! 🔗 Consulta la pagina dell'evento e il dettagliato menù qui Menù Adulti (€ 14) Antipasto: Mini tramezzini, pizzette, rustici, ovoline di bufala, prosciutto crudo Primo: Lasagna classica Secondo: Arrosto al forno Contorno: Patate al gratin Pane Dolci: Torta mimosa con crema chantilly e gocce di cioccolata, mignon assortiti Bevande: Acqua liscia e gassata, Coca Cola, vino bianco e rosso, prosecco Menù Bambini (€ 7) Lasagna al ragù Nuggets di pollo ⚠️ Informazioni Importanti sulle Iscrizioni Per iscriversi alla cena è necessario registrarsi online cliccando sul seguente link: 👉 Clicca qui per registrarti alla Cena del 14 Novembre NOTA BENE: Le iscrizioni online sono da ritenersi indicative . Verranno confermate solo se il pagamento verrà effettuato entro il 09/11/2026 presso la segreteria parrocchiale o previa comunicazione di posticipo pagamento. Vi aspettiamo per festeggiare tutti insieme!

In evidenza

Sussidio per la catechesi e per la verifica Pastorale - Atti degli Apostoli

Questo vademecum rappresenta lo strumento con cui accogliamo e facciamo nostre le indicazioni di Papa Leone XIV per la Diocesi di Roma, incarnandole concretamente dentro il vissuto della nostra comunità parrocchiale. Attraverso un percorso articolato in cinque tappe ispirate agli Atti degli Apostoli, la parrocchia si interroga sulla propria fede per passare dall'ascolto della Parola alla testimonianza viva del Vangelo. Ogni scheda offre ai gruppi e agli operatori pastorali spunti di riflessione, itinerari catechetici per i più piccoli e criteri di verifica per camminare insieme. Partendo dall'esperienza della Pasqua e dal mandato del Risorto, la comunità è invitata a rinnovare il proprio volto ecclesiale senza finzioni e con la forza dello Spirito. È un invito corale ad aprire le porte alla speranza, radicando la missione evangelizzatrice nel territorio e nella città in cui viviamo.

Indicazioni Anno Pastorale 2026\28

Il documento traccia il nuovo percorso pastorale della parrocchia per superare la tendenza alla conservazione e diventare una comunità più missionaria. Viene evidenziata la necessità di passare da una serie di gruppi chiusi e autoreferenziali a una vera comunione interna ( ad intra ). Si richiede inoltre di aprire la parrocchia verso l'esterno ( ad extra ), uscendo dai confini tradizionali per intercettare chi oggi non viene raggiunto. Il cammino si fonda sull'ascolto della Parola e sugli Atti degli Apostoli, evitando di puntare solo sui servizi per concentrarsi invece sulla testimonianza della fede. Infine, ogni gruppo parrocchiale è chiamato ad assumere impegni concreti e verificabili di comunione e missione da attuare durante tutto l'anno.